La Polizia potrà ora obbligare le persone sospettate di violare la normativa a fornire password e metodi di decrittazione di telefoni cellulari e computer.
Stretta di Hong Kong sulla Sicurezza Nazionale, con maggiori possibilità di accesso ai cellulari e ai computer privati. Le autorità della regione speciale amministrativa hanno infatti approvato delle modifiche alla Legge sulla Sicurezza Nazionale, legge ordinaria della Cina promulgata nel 2020.
In base agli emendamenti deliberati, la Polizia potrà “obbligare le persone sospettate di violare la normativa a fornire password e metodi di decrittazione di telefoni cellulari e computer“. Il rifiuto di collaborare potrebbe comportare fino a un anno di carcere e una multa fino a 100mila dollari di Hong Kong (circa 12.700 dollari statunitensi).
Fornire informazioni false o fuorvianti potrebbe invece portare a pene fino a tre anni di reclusione e multe fino a 500mila dollari di Hong Kong.
Indagini a più ampio raggio
In relazione alle nuove disposizioni, ha sottolineato il Guardian, chi è sotto indagine dovrà anche fornire “qualsiasi informazione o assistenza ragionevole e necessaria” alle Forze dell’ordine. Le autorità potrebbero allora disporre di raggio d’azione delle indagini molto più ampio.
Le modifiche attribuiscono inoltre ai funzionari doganali il potere di sequestrare oggetti ascrivibili ad una “intenzione sediziosa”, anche in assenza di un arresto formale per reati legati alla Sicurezza Nazionale.
Le critiche
Questa normativa, considerata tra le più severe della regione, punisce reati come “la sovversione e la collusione con forze straniere” con pene che possono arrivare all’ergastolo. Forti critiche erano arrivate dai Governi occidentali e dalle organizzazioni umanitarie già nel 2020, mentre i vertici nazionali la ritenevano necessaria per riportare la stabilità dopo i tumulti dell’anno precedente.
Tra le voci critiche, la giurista Urania Chiu ha sottolineato che queste nuove misure rischiano di compromettere libertà fondamentali come la privacy delle comunicazioni e il diritto a un processo equo. Secondo Chiu, “i poteri concessi alle autorità risultano sproporzionati rispetto agli obiettivi dichiarati“.
Le rassicurazioni sul rispetto dei diritti fondamentali
Dal canto suo, un portavoce dell’esecutivo di Hong Kong ha voluto offrire delle rassicurazioni, affermando che le modifiche sono conformi alla Basic Law, la Legge Fondamentale locale.
“Gli emendamenti non sono contrari alle norme sui diritti umani e non influenzeranno la vita quotidiana dei cittadini né il normale funzionamento delle istituzioni“, ha affermato il rappresentante locale.
Il rischio, hanno sottolineato diversi esperti, è che norme di questo tipo siano funzionali alla repressioni del dissenso, limitando in nome della Sicurezza Nazionale le libertà fondamentali.
Per approfondire
- Leggi l’Hong Kong Basic Law.
- Consulta la Legge sulla Sicurezza Nazionale di Hong Kong.
Vai al sito di Cybersecurity Italia.
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