Il grande dilemma sull’AI è come garantire sicurezza, senza porre vincoli sull’innovazione. Su questo, negli Usa, si sta interrogando il Congresso.
Diversi membri del Congresso Usa, di entrambi i Partiti, continuano ad interrogarsi sulla regolamentazione dell’AI. Il vero valore aggiunto, però, sarà creare un quadro normativo che garantisca la massima sicurezza, senza porre vincoli all’innovazione e agli investimenti.
Il fatto che il tema sia condiviso sia dai Repubblicani che dai Democratici è indicativo della sua portata. Soprattutto, in un’era di serrato confronto geo-economico e geopolitico. Crescono infatti le preoccupazioni di Washington nei confronti della Cina.
Martedì il Senatore repubblicano del Texas Ted Cruz (capo della Commissione per il Commercio del Senato) ha presentato un disegno di legge insieme al Senatore Democratico delle Hawaii Brian Schatz. Tale disegno imporrebbe alle aziende produttrici di chatbot basati sull’AI di offrire “profili familiari in cui i genitori possano visualizzare le cronologie delle chat dei propri figli e impostare limiti di tempo“.
L’attenzione per i minori
“Con le giuste misure di sicurezza, i sistemi di AI possono apportare benefici all’istruzione dei bambini senza metterne a rischio il benessere“, ha affermato Cruz, secondo la Reuters.
Al momento, tra i grandi esempi, c’è quello di OpenAI che deve affrontare diverse cause legali. Secondo le accuse, l’azienda avrebbe violato le leggi sulla responsabilità del produttore. Il disegno di legge ha ricevuto il sostegno di gruppi che si occupano di responsabilità nel settore tecnologico e di sicurezza dei minori.
A marzo, la Camera dei Rappresentanti ha approvato un altro disegno di legge. Quest’ultimo imporrebbe alle aziende produttrici di chatbot di fornire determinate informazioni quando sono a conoscenza del fatto che l’utente è un minore. Gli interrogativi, però, sono tutti sulla sua implementazione.
Una proposta più ampia
Lunedì, i Deputati Ted Lieu (Democratico) e Jay Obernolte (Repubblicano) avevano presentato una proposta più ampia a sostegno degli investimenti in AI, della definizione di standard e dell’istruzione. Prevederebbe, inoltre, “agevolazioni fiscali per le aziende che finanziano la formazione dei dipendenti in materia di cybersicurezza“.
Il disegno di legge si basava sulle raccomandazioni di una task force bipartisan della Camera sull’AI. Non includeva, però, proposte su questioni più controverse, come “l’uso dell’intelligenza artificiale per prendere decisioni in materia di alloggi e occupazione“.
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