La Camera dei Rappresentanti dello Stato ha approvato il Consumer Data Privacy Act con 146 voti favorevoli e nessuno contrario.
Il Massachusetts ha compiuto un importante passo in avanti per la tutela della privacy. La Camera dei Rappresentanti del più popoloso degli Stati del New England, nell’Est degli Usa, ha infatti approvato il Consumer Data Privacy Act, con 146 voti favorevoli e nessuno contrario.
Formalmente, la nuova normativa garantirà ai cittadini “maggiori diritti sul controllo dei propri dati personali e introdurrà il divieto di vendita delle informazioni di geolocalizzazione precisa degli utenti“.
Il provvedimento è arrivato dopo che, lo scorso settembre, anche il Senato statale aveva espresso un sostegno unanime alla propria versione della legge. Servirà ora l’armonizzazione dei due testi che poi dovranno successivamente essere inviati all’ufficio del Governatore. Con la sua firma, l’atto si trasformerebbe in legge nei prossimi mesi.
Una tendenza per più tutele
Con questa iniziativa, sottolinea TechCrunch, “il Massachusetts si è aggiunto al crescente numero di Stati americani che stanno rafforzando le tutele per i consumatori“.
Si tratta di un deciso cambio di tendenza, dopo anni di controversie e abusi documentati nel settore tecnologico, pubblicitario e dei social media. In assenza di una legge federale sulla privacy, gli Usa continuano infatti a fare affidamento su normative statali che variano da territorio a territorio.
La futura legge interesserà le aziende che gestiscono o elaborano i dati personali di oltre 100mila consumatori. Le nuove regole riguarderanno quindi sia startup di medie dimensioni sia i grandi colossi tecnologici della Silicon Valley.
Tra le disposizioni più significative figura il divieto di condividere o vendere informazioni sensibili senza il consenso esplicito dell’utente. Rientrano in questa categoria:
- dati biometrici.
- Informazioni sanitarie.
- Dati genetici.
- Impronte digitali.
- Geolocalizzazione precisa.
- Qualsiasi informazione possa rivelare religione, status migratorio o orientamento sessuale.
L’importanza dei dati
La raccolta e la commercializzazione dei dati di posizione rappresentano da anni uno dei temi più controversi nel dibattito sulla privacy. L’Amministrazione Biden aveva tentato di limitare a livello federale la vendita dei dati sensibili degli americani, ma tali iniziative non hanno avuto alcuna evoluzione con la successiva Amministrazione Trump.
Un aspetto particolarmente rilevante della legge del Massachusetts è che il divieto sulla vendita dei dati di localizzazione non riguarderà soltanto i residenti, ma anche i visitatori presenti nello Stato. Il blocco del commercio sarebbe allora praticamente totale.
I possibili effetti sull’economia
Se, ovviamente, di fronte a questa proposta le associazioni per la privacy e i diritti civili hanno mostrato grande sostegno, riserve potrebbero arrivare da parte delle aziende.
Gli effetti della normativa potrebbero essere significativi per le startup che raccolgono, condividono o vendono dati di posizione. Le conseguenze potrebbero essere ancora più nette per le aziende pubblicitarie che utilizzano tali informazioni per profilare gli utenti e personalizzare gli annunci.
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