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La Difesa sempre più cyber e digitale: “Cloud europeo ‘disconnesso’ e HPC per le operazioni multidominio. Evitare lock-in per comunicazioni satellitari”

La Difesa sempre più cyber e digitale: “Cloud europeo ‘disconnesso’ e HPC per le operazioni multidominio. Evitare lock-in per comunicazioni satellitari”

Questi obiettivi sono contenuti nella Strategia Digitale della Difesa approvata dal ministro Crosetto: “La protezione del dato diventa centrale per la Sicurezza Nazionale”. Nella Strategia anche le azioni per rendere la Difesa più operativa ed efficace nello spazio cibernetico con il Capo di Stato Maggiore quale Autorità Cyber e la nascita sia della riserva cyber sia dello specialista cyber militare.

È una Difesa sempre più digitale e cyber quella che sta disegnando il ministro Guido Crosetto.

Più nel dettaglio, è una Difesa che punta ad essere data-driven, ad arricchirsi, nel medio termine, di una riserva cyber – composta, inizialmente, da 1.500 civili e militari operativi h24 all’interno di un proprio spazio cibernetico di interesse nazionale – ed impegnata ad adottare l’intelligenza artificiale in ogni suo ambito nei prossimi 3 anni per essere in grado di operare con piena efficacia nell’attuale contesto geopolitico, caratterizzato da guerre multidominio, per garantire la sicurezza nazionale e la difesa della nostra democrazia.

La Strategia Digitale della Difesa, la nostra analisi

Si scopre questa trasformazione digitale della Difesa, prevista entro il 2030, leggendo la Strategia approvata dal ministro Crosetto. Il messaggio centrale della Strategia è molto chiaro: il cambio di pelle non è “mera opzione tecnologica, ma è abilitatore fondamentale della sovranità nazionale” e l’obiettivo si raggiunge, secondo il ministero, “nella necessità di perseguire l’incremento di autonomia e sovranità tecnologica, riducendo le dipendenze critiche da attori esterni”.

A stupirci positivamente è proprio questa visione che punta ad alimentare l’indipendenza tecnologica in ambito della Difesa e tra le novità proposte dalla Strategia c’è la realizzazione di un cloud sovrano-disconnesso per avere “l’assoluto controllo su dati e servizi per il dominio ad alta classifica”.

Ed essendo una Difesa in futuro data-driven, per i dati è previsto un controllo giuridico e tecnologico.

Dal punto di vista giuridico è possibile, si legge ancora nella Strategia, con dati “che restino soggetti alle sole leggi nazionali ed europee”, mentre dal punto di vista tecnologico la Difesa si prepara ad usare “tecnologie di confidential computing e di gestione autonoma delle chiavi crittografiche (Bring Your Own Key/Hold Your Own Key)”.

Perché?

Sono utili ad isolare e a proteggere i dati all’interno di ambienti cloud non proprietari, garantendone la riservatezza anche durante l’elaborazione e consentendo, al contempo, di sfruttare i servizi offerti da infrastrutture cloud pubbliche (ad esempio, piattaforme di collaboration).

Infatti, l’aspetto più insidioso dell’encryption in transit è il falso senso di sicurezza, così la Difesa si prepara anche alla gestione in modo autonomo delle chiavi crittografiche.

Visione politica per la Difesa dei prossimi 4 anni e azioni concrete

Le 84 pagine della Strategia Digitale racchiudono la visione politica per la Difesa dei prossimi 4 anni, accompagnata da azioni concrete, come quella di dotarsi di sistemi di High Performance Computing (HPC) perché necessari all’addestramento di modelli sovrani di Large Language Models (LLM) e sistemi di AI generativa ad uso della Difesa.

L’Italia, grazie ai fondi del PNRR e altri fondi europei, è già su questa strada.

Ricordiamo che ieri a Tecnopolo di Bologna, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha inaugurato 5 nuovi sistemi per il calcolo ad alte prestazioni e quantistico: LISA, MARCO POLO, GAIA, NOX e SOL. Cinque nuove macchine che vanno ad ampliare e completare l’infrastruttura nazionale per il calcolo e l’analisi dati ad alte prestazioni.

E sono stati anche attivati 2 computer quantistici, realizzati interamente con tecnologie europee.

Per la Difesa i supercomputer sono utili alla creazione di “gemelli digitali” (digital twin) di teatri operativi complessi, permettendo di testare politiche di adattamento e scenari tattici con una precisione senza precedenti.

La connettività satellitare e le reti private 5G

Infine, le ultime 2 novità tecnologiche che destano la nostra attenzione nella Strategia riguardano la connettività satellitare e le reti 5G.

Essendo ormai superata da più di un anno l’ipotesi di affidare a Starlink la “riserva di capacità trasmissiva nazionale”, (ossia la trasmissione delle comunicazioni della Difesa, delle ambasciate, del Governo e delle istituzioni in situazioni critiche o di indisponibilità delle principali dorsali di interconnessione delle reti terrestri), secondo la Strategia, la Difesa deve:

  • evitare lock-in tecnologico, perseguendo soluzioni federate e interoperabili in ambito NATO/UE
  • e sviluppare connettività satellitare class-based, tale da garantire resilienza e continuità operativa, anche in scenari di crisi.

L’ultima notizia riguarda il 5G e in particolare la realizzazione di una rete privata 5G per la Difesa a favore di tutte le Forze Armate.

L’utilità? La creazione di “bolle di connettività avanzata”, funzionali a interconnettere apparati Military Internet of Things (MIoT), che necessitano di alta velocità e bassa latenza, per esempio per esigenze di logistica avanzata, telemedicina sul campo, sorveglianza e supporto alle operazioni in aree urbane.

Se per rendere la Difesa più digitale, basterà applicare la Strategia, per renderla più cyber sarà indispensabile cambiare le norme per consentirle di operare anche nel dominio cibernetico.

Va in questa direzione il disegno di legge, atteso martedì prossimo al Consiglio dei ministri, sul rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale.

Tra le novità proposte: uno spazio cibernetico per la Difesa, il Capo di Stato Maggiore come Autorità Cyber e la nascita sia della riserva cyber nazionale sia dello specialista cyber militare.
Il framework normativo e la Difesa al passo con i tempi.

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