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Fable e Mythos, niente eccezioni per il G7: Trump conferma il blocco ai modelli di Anthropic

Fable e Mythos, niente eccezioni per il G7: Trump conferma il blocco ai modelli di Anthropic

L’amministrazione Usa non intende concedere deroghe agli alleati dopo le restrizioni imposte per ragioni di sicurezza nazionale. Il Regno Unito aveva chiesto un’esenzione, mentre una parte della comunità cyber americana chiede alla Casa Bianca di fare marcia indietro.

L’amministrazione Trump non consentirà ai Paesi membri del G7 di riottenere l’accesso ai modelli di AI più avanzati di Anthropic, dopo il divieto imposto dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale. A riferirlo sono fonti citate dal New York Post.

Il caso riguarda Fable 5 e Mythos 5, i modelli di punta della società americana, finiti al centro delle nuove restrizioni all’export annunciate venerdì dagli Stati Uniti. Le misure vietano l’utilizzo di questi sistemi a chiunque si trovi fuori dal territorio americano e anche ai cittadini stranieri.

La richiesta del Regno Unito e il no di Washington

Il primo ministro britannico Keir Starmer aveva chiesto una “carve-out”, cioè un’esenzione specifica, per cittadini e aziende del Regno Unito. Ma secondo un funzionario dell’amministrazione Trump citato dal New York Post, concedere una deroga a un altro Paese, anche se alleato del G7, sarebbe “completamente illogico”. La fonte ha spiegato che gli Stati Uniti stanno lavorando con Anthropic per assicurarsi che i modelli siano sicuri per tutti gli utenti nel mondo.

Sempre secondo la stampa americana funzionari della Casa Bianca stanno negoziando con Anthropic per trovare una soluzione al blocco. Un alto funzionario dell’amministrazione, parlando in forma anonima per discutere valutazioni interne considerate sensibili, ha suggerito che una possibile intesa potrebbe essere definita direttamente con l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei.

“Non possiamo avere modelli frontier che agiscono senza controllo”, ha detto una fonte informata sul dossier. “Si tratta di risolvere la questione con Dario”.

Il blocco globale di Fable 5 e Mythos 5

Lo scontro tra Anthropic e l’amministrazione Trump è esploso quando la società ha dichiarato che il Dipartimento del Commercio le aveva ordinato di bloccare l’accesso ai modelli al di fuori degli Stati Uniti e ai cittadini stranieri, citando ragioni di sicurezza nazionale.

L’ordine è arrivato a soli tre giorni dal lancio commerciale di Fable 5, il modello ad alte prestazioni più recente dell’azienda. In base alle normative sul controllo delle esportazioni, Washington ha chiesto che l’accesso fosse interrotto per qualsiasi cittadino straniero, dentro o fuori dagli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic.

La società ha spiegato di non poter distinguere in modo affidabile gli utenti sulla base della nazionalità e ha quindi disabilitato Fable 5 e Mythos 5 per tutti i clienti a livello globale.

Il nodo del “jailbreak”

Anthropic ha spiegato che il governo avrebbe fatto riferimento a un potenziale “jailbreak” capace di consentire ai modelli di identificare vulnerabilità software. L’azienda ha definito il rischio come “ristretto” e ha contestato la portata dell’intervento.

“Non siamo d’accordo sul fatto che l’individuazione di un potenziale jailbreak ristretto debba portare al ritiro di un modello commerciale distribuito a centinaia di milioni di persone”, ha dichiarato Anthropic dopo l’applicazione delle misure sui suoi modelli di fascia più alta.

La comunità cyber americana chiede il passo indietro

Sul caso è intervenuta anche una parte rilevante della comunità cyber americana, che ha chiesto all’amministrazione Trump di rivedere le restrizioni imposte ai modelli più avanzati di Anthropic.

In una lettera indirizzata al Segretario al Commercio Howard Lutnick e al capo della cybersecurity nazionale statunitense Sean Cairncross, CISO, ricercatori di sicurezza ed executive di aziende come Adobe, Zoom e Sophos sostengono che la misura rischia di danneggiare soprattutto i difensori, più che gli attaccanti.

L’iniziativa è guidata da Alex Stamos, ex Chief Security Officer di Facebook e oggi chief product officer di Corridor. Alla lettera hanno aderito oltre 40 esperti di cybersicurezza, tra cui Katie Moussouris, CEO di Luta Security, Rachel Tobac, CEO di SocialProof Security, Chris Wysopal, cofondatore di Veracode, l’informatico Paul Vixie, il CEO di Sophos Joe Levy e il ricercatore di sicurezza Nvidia Aaron Grattafiori.

Secondo i firmatari, bloccare l’accesso ai modelli migliori potrebbe rallentare proprio i team di sicurezza nel momento in cui aziende, governi e infrastrutture critiche si preparano a fronteggiare una nuova ondata di attacchi alimentati dall’AI.

Il problema per i team di sicurezza

“Questa azione ha sottratto i migliori modelli ai difensori, ha creato incertezza sul mercato e ha messo a rischio la leadership americana nell’AI senza che vi fosse un rischio reale tale da giustificarla”, si legge nella lettera.

Per i firmatari, la misura è sproporzionata perché rischia di ridurre l’accesso agli strumenti più avanzati proprio per chi lavora nella difesa informatica. Il timore è che una restrizione così ampia finisca per indebolire le capacità operative di aziende, ricercatori e team di sicurezza, senza impedire realmente agli attaccanti di sviluppare o utilizzare tecnologie alternative.

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