“Abbiamo accumulato enormi ritardi sull’autonomia spaziale. E sono recuperabili solo se diventano una priorità politica“, ha dichiarato Samantha Cristoforetti a Repubblica.
“L’Europa deve investire di più nelle missioni spaziali, altrimenti saremo i grandi assenti in un settore oggi strategico“, questo il monito di Samantha Cristoforetti a Repubblica. “Nello Spazio, l’Europa sia pilota e non passeggera“. Senza invertire la tendenza, “assisteremo al ridimensionamento del continente a vaso di coccio tra due superpotenze“, gli Usa e la Cina.
L’occasione per l’Europa, almeno nel confronto a Washington, potrebbe in parte arrivare dai tagli alla NASA, sebbene molto limitati rispetto ai piani iniziali. “Gli Usa stanno prendendo delle decisioni unilaterali che hanno un impatto su di noi“, ha evidenziato Cristoforetti.
Bilancio dell’ESA aumentato da 17 a 22 miliardi di euro ma nessun margine per l’esplorazione
Gli Stati membri dell’ESA hanno deliberato, proprio a causa del “disimpegno americano“, un aumento di 5 miliardi di Euro del bilancio, da 17 a 22 miliardi. Un aspetto, quest’ultimo, che Cristoforetti aveva lungamente analizzato in occasione della 2^ edizione di Space&Underwater – la Conferenza internazionale del quotidiano Cybersecurity Italia, lo scorso anno.
“Un segnale positivo“, ha ribadito l’astronauta nell’intervista. “Del resto, lo Spazio si intreccia con il tema della Difesa che in questo momento è una grande priorità europea. Di questo sono assolutamente felice. C’è però un po’ di amarezza sull’esplorazione. L’ambizione è rimasta limitata rispetto a quello che avevamo chiesto. Abbiamo ricevuto molto meno“.
Al contrario, negli Usa (dove l’economia spaziale è dominata quasi all’80% dai privati) il nuovo amministratore della NASA Jared Isaacman ha annunciato una forte accelerazione nelle esplorazioni.
“Orion fondamentale le missioni Artemis ma gli europei hanno perso dieci anni“
Nell’intervista a Repubblica, Cristoforetti ha in parte ripreso alcune linee guida che Dorothee Bär, ministra tedesca per lo Spazio, aveva espresso a POLITICO. Secondo Bär, nella nuova corsa allo Spazio “gli Usa non possono fare a meno dell’Europa“. Contestualmente, la ministra aveva ricordato l’impiego strategico per numerose missioni della NASA “di tecnologie sviluppate e prodotte nel Vecchio Continente“.
Poi, aveva aggiunto: “La Germania e l’Europa forniscono tecnologie chiave fondamentali per le missioni spaziali americane. Per questo possiamo affermare con sicurezza che senza di noi non si può fare“.
Seguendo e anzi moltiplicando questo assunto, Cristoforetti ha evidenziato: “Dobbiamo acquisire una nostra autonoma capacità di sviluppare missioni di esplorazione. Ero nello Spazio nel 2015. Sono stata io a chiudere il portello dell’ultimo ATV, l’Automated Transfer Vehicle“.
E nel merito: “L’ATV era un veicolo completamente europeo, sviluppato in Europa, lanciato su un vettore europeo, operato da un centro di controllo in Europa. Ha fatto 5 missioni praticamente perfette. Avremmo potuto svilupparlo ulteriormente, aggiungendo la capacità di rientro a Terra. Invece abbiamo scelto di fare un passo indietro per dedicare le risorse al modulo di servizio europeo per Orion“.
Il modulo Orion ha una importanza fondamentale per le missioni Artemis, dove è stato il principale contributo europeo. “Non è però un veicolo intero“, ha ricordato Cristoforetti, “e ora dobbiamo recuperare questi dieci anni“.
“In Europa la Space Economy ha le stesse problematiche di tutte le industrie strategiche“
Da un punto di vista geo-economico, secondo l’astronauta la Space Economy non è diversa dalle altre produzioni strategiche.
“Non c’è un eccezionalismo nel settore dello Spazio“, ha dichiarato Cristoforetti. “L’Europa sconta gli stessi problemi in tutte le industrie strategiche. Lo Spazio è al centro di tutte le industrie strategiche per la sovranità, la prosperità e la difesa. È un’infrastruttura critica. Quindi non avere questi asset è come non avere autostrade, ferrovie, reti telefoniche“.
In ogni caso, partendo dalle missioni spaziali, così come dal punto di vista della Difesa e dunque della tecnologia, Cristoforetti ha ribadito la necessità che l’Europa debba sviluppare una “sua autonomia“. Dovrebbero inoltre aumentare le risorse per una capacità di trasporto spaziale umano.
“Abbiamo accumulato enormi ritardi sull’autonomia spaziale. E sono recuperabili solo se diventano una priorità politica“.
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