La Banca Centrale Europea (BCE) ha definito alcuni i principali scenari di rischio. Alcune banche “potrebbero non soddisfare i requisiti di liquidità in valuta estera in caso di forte stress“.
“Attacchi cyber, guerre, interruzioni delle catene del valore i approvvigionamento sono tra i principali rischi che le banche dell’Eurozona si trovano ad affrontare”. Alcune potrebbero non soddisfare i requisiti di liquidità in valuta estera in caso di forte stress“. Questa l’analisi della Banca Centrale Europea (BCE) sulla base dei risultati derivanti da uno specifico stress test.
A differenza delle tradizionali verifiche sulla solidità degli istituti, nelle quali le banche devono elaborare le proprie risposte a scenari prestabiliti, la BCE ha rivisto la modalità di analisi.
Ha infatti chiesto agli istituti di definire autonomamente gli scenari “in un cosiddetto reverse stress test“. Il quale deve essere in grado “di ridurre di 300 punti base il loro coefficiente di capitale primario di classe 1” (Common Equity Tier 1, CET1). Il CET1 è il principale indice di solidità patrimoniale di una banca, calcolato come “il rapporto percentuale tra il capitale ordinario versato e le attività ponderate per il rischio“.
L’insoddisfazione della BCE
In generale, la Reuters ha evidenziato che le posizioni di liquidità delle banche “sono rimaste in generale al di sopra dei requisiti minimi regolamentari nei vari scenari ipotizzati“. Tuttavia, la BCE non è sembrata soddisfatta del modo in cui alcuni istituti hanno effettuato i propri calcoli.
Inoltre, la liquidità in valuta estera è risultata strutturalmente più limitata e, in condizioni di stress, la situazione potrebbe aggravarsi per alcune banche. Le quali potrebbero così scendere al di sotto del coefficiente minimo di copertura della liquidità (Liquidity Coverage Ratio) del 100%.
La BCE ha inoltre osservato che alcune banche potrebbero aver sottovalutato i rischi legati alla liquidità in valuta estera. Questo potrebbe essere un problema. In effetti, “le crisi del passato suggeriscono l’esistenza di uno stretto legame tra le tensioni sulla liquidità, le difficoltà di finanziamento e la solidità patrimoniale delle banche“.
“Gli attacchi informatici hanno un forte impatto sull’industria manifatturiera e sui trasporti“
Un quarto delle 110 banche sottoposte alla vigilanza diretta della BCE ha indicato esplicitamente un conflitto in Medio Oriente tra i rischi più rilevanti. Tra gli altri principali scenari figurano un’escalation della guerra in Ucraina, un ulteriore deterioramento delle relazioni commerciali tra Usa e Cina e un aumento delle tensioni su Taiwan.
Così la BCE: “I conflitti militari appaiono particolarmente dannosi per l’agricoltura, il settore ricettivo e della ristorazione. Gli effetti della perdita di fiducia macroeconomica e gli attacchi informatici hanno un forte impatto sull’industria manifatturiera e sui trasporti. Gli scenari che prevedono interruzioni della fornitura di energia sembrano influire negativamente su un’ampia gamma di settori“.
Dal rischio alle conseguenze, il principale vettore di trasmissione resta l’economia reale. Dall’altro lato, i mercati finanziari rappresenterebbero un canale secondario, sebbene anch’esso di fondamentale importanza.
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