Una falla nella sicurezza ha lasciato esposte per 40 ore informazioni sensibili e dati di contatto di 51 funzionari governativi.
L’ente pubblico che in Uk gestisce gli investimenti statali, UK Government Investments (UKGI), ha subìto un data breach. La responsabilità della violazione potrebbe essere stata un membro del personale – ignoto – il quale, secondo quanto affermato, “non avrebbe rispettato le norme di sicurezza“.
Come ha spiegato lo stesso ente, “la falla di sicurezza ha anche esposto i dati personali di 51 funzionari governativi per quasi 40 ore“. Pur senza rivelare la data della falla nella sicurezza, l’UKGI ha precisato che la sua individuazione è avvenuta nel corso dell’ultimo esercizio finanziario.
Successivamente, la questione è stata segnalata ai membri del consiglio di amministrazione e all’autorità di controllo britannica, l’Information Commissioner’s Office. I vertici hanno inoltre incaricato esperti esterni di riesaminare i protocolli di sicurezza, i quali hanno suggerito all’ente di “rafforzare i controlli e la preparazione agli incidenti”.
L’incidente è un campanello d’allarme
“La stragrande maggioranza di tali raccomandazioni è stata da allora implementata da UKGI o lo sarà nei prossimi mesi“, ha dichiarato l’ente britannico.
L’attacco, sottolinea il Guardian, costituirà un campanello d’allarme per gli enti pubblici. Si tratta infatti di un momento in cui la rapida ascesa dell’AI ha suscitato nuovi timori su come questa tecnologia all’avanguardia possa sfruttare le falle nella sicurezza.
L’incidente cyber di OpenAI, con alcuni suoi agenti che hanno attaccato “senza intervento umano” Hugging Face, è stato in questo senso un esempio. Sia le piattaforme private che i servizi pubblici sono a rischio.
La stessa Hugging Face ha affermato che un aggressore umano avrebbe potuto individuare e sfruttare le stesse vulnerabilità. Il tutto, sebbene in termini di un confronto la tecnologia disponga di molti più tentativi.
E ha spiegato: “Gli agenti determinano un forte aumento del numero di percorsi che un aggressore può testare. E insieme, della velocità con cui si possono sostituire i percorsi falliti, come pure del volume di prove che i difensori devono interpretare“.

Un confronto continuo
“L’ICO intrattiene un dialogo di vigilanza proattivo e regolare con gli sviluppatori di AI, tra cui OpenAI e Anthropic“, ha dichiarato lo stesso Information Commissioner’s Office britannico. “Siamo a conoscenza dei recenti incidenti di hacking che hanno colpito il settore. Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi“.
Anthropic ha dichiarato la scorsa settimana che alcuni dei suoi modelli Claude hanno violato i sistemi di tre aziende durante dei test di sicurezza informatica, pochi giorni dopo l’annuncio di OpenAI.
Il ministro britannico per l’AI, Kanishka Narayan, ha dichiarato alla Reuters che il Governo prenderebbe in considerazione la regolamentazione dei modelli avanzati di AI. Questo, però, nel momento in cui l’attuale sistema volontario di test prima della loro implementazione non si rivelasse più sufficiente a proteggere il pubblico
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