Il Principato europeo si caratterizza per una legislazione fiscale molto favorevole che lo ha reso uno dei principali poli finanziari europei e mondiali.
“Nessun dato finanziario esfiltrato dagli hacker criminali“, ha annunciato il Governo del Liechtenstein, chiarendo la portata dell’attacco cyber contro il registro dei titolari effettivi. Attacco, che secondo le prime stime ha causato l’accesso illegale alle informazioni relative a 31mila soggetti giuridici.
Il registro, approvato con una legge del 2021 nell’ambito delle misure di contrasto al riciclaggio di denaro, è uno strumento fondamentale per l’economia locale. Il Paese è infatti noto per la sua legislazione fiscale molto favorevole che lo ha reso uno dei principali poli finanziari europei e mondiali.
In tale ottica, la precisazione delle autorità di Vaduz non ha avuto soltanto un valore reputazionale, ma è servita anche per fornire chiare indicazioni agli investitori. Dati di questo tipo, infatti, possono servire ai criminali per identificare i reali proprietari di società, fondazioni e trust.
Si attendono eventuali richieste da parte dei criminali
Il registro dei titolari effettivi, ha spiegato la Reuters, rappresenta un archivio estremamente sensibile, utile per finalità di trasparenza. Secondo gli esperti questo è potenzialmente molto appetibile per criminali informatici, servizi di intelligence o soggetti interessati a ricostruire strutture societarie complesse.
Il Governo ha perciò istituito una task force di crisi guidata dalla Primo Ministro Brigitte Haas e dal Ministro della Giustizia Emanuel Schaedler. Il suo primo obiettivo è quello di informare le persone interessate dalla violazione dei dati. Secondo Haas per ora non è arrivata alcuna richiesta di riscatto e sul dark web non c’erano comunque le informazioni sottratte.
Haas ha poi spiegato: “Ogni centro finanziario è esposto a un rischio potenziale. Il Liechtenstein opera al massimo possibile per ridurre al minimo tale rischio. Gli investigatori stanno lavorando per definire i responsabili“.
Oltre la singola violazione
Fabian Schmid, responsabile dell’Ufficio per le tecnologie dell’informazione del Liechtenstein, ha riferito che gli autori dell’attacco sono rimasti nel registro “per diverse ore“. E così, hanno consultato ed estratto i dati singolarmente, anziché copiarli tutti in un’unica operazione, prima che le autorità rilevassero la violazione e disattivassero il sistema.
Sulla vicenda Schmid ha ribadito: “Le autorità nazionali stanno inoltre indagando su un aspetto preciso. Ossia, il motivo per cui gli hacker, dopo aver creato un account utente per accedere al registro, siano riusciti a rimanere all’interno del sistema per un periodo di tempo così prolungato“.
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