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FBI, ShinyHunters potrebbe aver sottratto “elementi legati ad attività di intelligence e controspionaggio”

FBI, ShinyHunters potrebbe aver sottratto “elementi legati ad attività di intelligence e controspionaggio”

Al centro della vicenda ci sarebbe un foglio di calcolo di circa 5mila righe, una prima parte di dati rubati, che in totale sarebbero tra i 2 e i 3 terabyte.

Nuovi elementi sul presunto attacco cyber del gruppo hacker criminale ShinyHunters all’FBI che sostiene di aver sottratto una grande quantità di elementi dell’agenzia. Tra questi ci sarebbero dati personali e informazioni sugli incarichi professionali di numerosi dipendenti dell’agenzia, in particolare di agenti. Un’analisi della Reuters ha rilevato che parte del materiale diffuso “potrebbe contenere dettagli particolarmente sensibili, legati anche ad attività di intelligence e controspionaggio“.

Oltre la pubblica rivendicazione sul dark web al centro della vicenda c’è un foglio di calcolo di circa 5mila righe. Questo documento, secondo gli hacker, rappresenterebbe soltanto una piccola parte di un archivio complessivo di 2-3 terabyte.

Il documento conterrebbe nomi, indirizzi, numeri telefonici, date di nascita, numeri di previdenza sociale e contatti di emergenza di dipendenti dell’agenzia. Il materiale includerebbe inoltre informazioni relative agli incarichi degli agenti e del personale, indicando in alcuni casi gli uffici territoriali di appartenenza e specifiche unità operative.

Informazioni su attività di intelligence

“È proprio questa seconda categoria di informazioni a destare le maggiori preoccupazioni“, ha sottolineato la stessa Reuters. Sono evidenti le implicazioni per la Sicurezza Nazionale Usa. Secondo i dati attribuiti a ShinyHunters, “14 dipendenti sarebbero collegati ad attività riguardanti la Cina, comprese unità denominate China criminal enterprise unit, China tech transfer analysis unit e “China intelligence section“.

Altri nove nominativi sarebbero associati ad attività relative alla Russia, comprese la “Russia Operations Section” e una struttura indicata come “Russia Critical Infra and Tech Threat“. Altri tre sarebbero collegati a incarichi riguardanti Iran o Hezbollah.

Il database conterrebbe inoltre riferimenti a personale impegnato in attività di intercettazione dei dati e delle telecomunicazioni, operazioni tecniche clandestine, accesso occulto e sorveglianza video, audio ed elettronica. Undici persone sarebbero invece indicate come impegnate in attività di HUMINT, cioè raccolta di informazioni attraverso fonti umane.

In attesa di ulteriori verifiche è evidente quanto un attacco cyber di tale portata possa essere un aiuto anche per altri gruppi hacker criminali.

Phineas Fisher

Il valore delle indagini

L’FBI ha già spiegato di essere a conoscenza delle affermazioni di un gruppo criminale informatico che sostiene di aver compromesso il portale FBIJobs.gov e di aver avuto accesso a informazioni personali dei dipendenti. L’agenzia ha comunque affermato che la causa dell’eventuale violazione non è ancora stata determinata e che la questione è oggetto di un’indagine.

La portata effettiva dell’eventuale violazione rimane quindi ancora incerta. I commenti e le modalità del gruppo potrebbero anche essere finalizzate ad aumentare la pressione sull’FBI. Per ora, gli elementi pubblicamente oggetto di validazione consentono di confermare l’esistenza della rivendicazione e alcuni riscontri sui dati diffusi. Manca, tuttavia, l’intera entità del presunto furto.

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