Il tentativo non è riuscito. Le autorità canadesi hanno confermato di essere a conoscenza dell’accaduto, precisando però che non risultano sistemi governativi compromessi.
Agenti AI hanno provato ad hackerare un sito governativo del Canada tra il 28 maggio e il 9 giugno scorsi, senza esito. Le autorità canadesi hanno confermato di essere a conoscenza del “tentativo di hacking fallito“, precisando che non risultano sistemi governativi compromessi. L’ha riportato la Reuters, riprendendo un’analisi di Transluce.
Il sito in questione sarebbe stato Library and Archives Canada, l’istituzione che gestisce gli archivi e le collezioni bibliografiche nazionali, il 28 maggio e il 9 giugno.
La società ha osservato che le tecniche utilizzate dagli agenti presentavano caratteristiche “coerenti con precedenti attività di agenti” attribuibili ad OpenAI in un periodo analogo. L’azienda, tuttavia, ha sottolineato “di non poter attribuire con certezza i tentativi a OpenAI“.
OpenAI sta esaminando l’episodio
La stessa OpenAI ha spiegato di essere a conoscenza delle segnalazioni riguardanti propri modelli, visti anche i casi recenti, che avrebbero tentato di prendere informazioni pubblicamente disponibili. Anche rispetto alla situazione canadese.
Lo stesso Canadian Centre for Cyber Security ha confermato di conoscere segnalazioni relative a una presunta attività condotta da agenti AI. Le autorità canadesi hanno però precisato che, allo stato attuale, “non esistono indicazioni che i sistemi governativi siano stati compromessi“.
Il caso canadese, sottolineano gli esperti, si può inquadrare in una serie di episodi recenti che hanno alimentato le preoccupazioni di Governi e aziende. Sono sempre più evidenti le capacità degli agenti di AI di operare autonomamente online. Solo la settimana precedente, l’Australia aveva riferito di un agente di OpenAI che aveva violato un portale governativo contenente dati sanitari, ottenendo accesso non autorizzato ad alcuni file. Secondo le autorità australiane, era la prima situazione nota di questo tipo.
Governi in difficoltà nel tenere il passo
L’episodio evidenzia una sfida crescente per le autorità. A più riprese gli esperti sottolineano la differenze di velocità tra lo sviluppo dell’AI e le misure dei Governi, che faticano.
Le principali aziende del settore hanno più volte avvertito dei rischi associati a sistemi di AI sempre più autonomi, chiedendo una maggiore cooperazione internazionale per gestire la tecnologia.
Il caso canadese ha dimostrato, una volta di più, come gli agenti AI possano essere impiegati per condurre autonomamente attività di ricognizione e tentativi di intrusione. Diventa così sempre più complesso distinguere tra semplice accesso a informazioni pubbliche e vere e proprie operazioni di hacking.
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