Meta ha denunciato l’italiana Asigint per aver sviluppato un clone di WhatsApp usato per spiare circa 200 persone, in gran parte in Italia. La vicenda si intreccia con lo spyware Spyrtacus e riaccende il dibattito sull'industria italiana della sorveglianza. Il problema non è solo tecnologico, ma politico, giuridico e culturale. Il parere di Pierluigi Paganini
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