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“La protezione delle infrastrutture critiche tra nuove istanze di sicurezza pubblica, AI e crisi geopolitica”, come opera il Sistema Paese Italia

“La protezione delle infrastrutture critiche tra nuove istanze di sicurezza pubblica, AI e crisi geopolitica”, come opera il Sistema Paese Italia

La protezione delle infrastrutture critiche si configura oggi come una priorità strategica. Al contempo “fisico e cyber sono sempre più interconnessi tra loro“.

Gli attacchi ai servizi pubblici essenziali sono sempre di più di natura cibernetica, per questo la protezione delle infrastrutture critiche si configura oggi come una priorità strategica. Al crocevia tra sicurezza pubblica, innovazione tecnologica e instabilità geopolitica.

L’impiego crescente dell’AI, da un lato, amplia le capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta. Dall’altro, introduce nuove superfici di rischio e vulnerabilità sistemiche. In questo scenario, diventa imprescindibile un approccio integrato alla resilienza, fondato su cooperazione interistituzionale e capacità predittive.

Di questo si è parlato nel panel La protezione delle infrastrutture critiche tra nuove istanze di sicurezza pubblica, AI e crisi geopolitica”, all’interno degli eventi in corso a Roma per il 174esimo anniversario della Polizia di Stato.

A moderare il dibattito il V.Q. della Polizia di Stato Dott. Riccardo Croce. Con lui, il Dott. E. Albamonte (Sostituto Procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Dott. M. Albergoni (Vice Capo Servizio di Gabinetto Agenzia Cybersicurezza Nazionale), la Dott.ssa V.Moroni (Head of Cyber Security & Compliance presso Fondazione Milano Cortina 2026), il Prof. R. Setola (Presidente Corso di Laurea Magistrale – Ingegneria dei Sistemi Intelligenti, Campus Bio Medico di Roma), il Dott. C. Leggeri (Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Direttore III Divisione).

Leggeri (Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Direttore III Divisione): “Sicurezza, libertà, dati, rischi, sono queste le quattro parole da coniugare per cogliere la sfida che ci attende

Il Dott. Cristiano Leggeri (Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Direttore III Divisione) ha sottolineato il ruolo della Polizia alla luce dei cambiamenti sociali in atto. “Incontriamo difficoltà per capire fino in fondo quanto la dimensione digitale sia un fulcro delle nostre vite“.

Poi, ha rimacrato: “Sicurezza, libertà, dati, rischi, sono queste le quattro parole da coniugare per cogliere la sfida che ci attende oggi e che la Polizia di Stato cerca di interpretare. Si parta dalla tutela delle persone, per arrivare alle infrastrutture e ai capitali“.

E ancora: “La creazione del Commissariato di PS Online ha dato alla Polizia di Stato conoscenze e competenze di assoluto rilievo. Nel 2025 la Postale ha trattato 8600 attacchi informatici, di ogni livello“.

Albamonte (Sostituto Procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo): “Agire nella dimensione internazionale presuppone la costruzione di una fiducia reciproca tra i Paesi

Eugenio Albamonte (Sostituto Procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo) ha parlato del crimine nella dimensione internazionale. “Una dimensione complicata, dove agire per contrastare i reati, presuppone l’affidamento reciproco. Serve fiducia tra i Paesi“.

Nell’ottica cyber, “gli attacchi possono essere DDoS, dimostrativi, anche in situazioni di pace o di alleanze“. Il cyberspionaggio può esistere anche tra Paesi vicini, in tempi di pace. “Bisogna spiare i nemici, ma soprattutto gli amici“, ha aggiunto Albamonte parafrasando il noto detto. “La Procura Nazionale è nata per contrastare tutti i fenomeni che richiedono il superamento della stretta territorialità“.

Albergoni (Vice Capo Servizio di Gabinetto Agenzia Cybersicurezza Nazionale): “Le persone sono centrali

Il Dott. Marcello Albergoni (Vice Capo Servizio di Gabinetto Agenzia Cybersicurezza Nazionale) ha detto: “Il focus deve essere sulle persone, altrimenti non governiamo le problematiche della digitalizzazione. Le istituzioni devono avere un approccio sinergico. L’ACN è nata con la sinergia tra le competenze nel suo DNA“.

Anche le leggi sono cambiate per inquadrare il cambiamento nel rapporto tra le istituzioni. “La sicurezza cyber non si può affrontare da soli, a nessun livello. Fisico e cyber sono altamente interconnessi. Ciascun soggetto deve essere consapevole degli strumenti e dei processi di innovazione“.

Moroni (Head of Cyber Security & Compliance presso Fondazione Milano Cortina 2026): “Cooperazione e fiducia la base

Collaborazione e fiducia reciproca sono la base“, ha detto la Dott.ssa Vincenza Moroni (Head of Cyber Security & Compliance presso Fondazione Milano Cortina 2026). “Ci siamo preparati partendo da accordi chiari e il vero valore aggiunto dei Giochi, nel contrasto al cybercrime è stata la prevenzione“.

Poi, ha sottolineato: “Durante le Olimpiadi abbiamo avuto 17 tipi di phishing diversi, tutti prontamente segnalai. In generale, la cybersicurezza riguarda tutti noi“.

Setola (Presidente Corso di Laurea Magistrale – Ingegneria dei Sistemi Intelligenti, Campus Bio Medico di Roma): “La sicurezza va condivisa tra pubblico e privato

Il Prof. Roberto Setola (Presidente Corso di Laurea Magistrale – Ingegneria dei Sistemi Intelligenti, Campus Bio Medico di Roma) ha sottolineato il valore dell’accademia nella cyber.

Così Setola sull’importanza di fare sistema: “Si è parlato tanto di collaborazione. Quando è nato il CNAIPIC, lo ha fatto come uno strumento conoscitivo e di creazione di fiducia tra l’Autorità di Polizia e il soggetto da proteggere. Da lì è nato un modello partecipato dove la sicurezza è condivisa tra pubblico e privato“.

Fondamentale è il ruolo delle università, per crescere nella dimensione dell’informazione. “Chi possiede il digitale può influenzare il funzionamento delle infrastrutture“, ha ribadito Setola.

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