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Nuovi limiti giuridici all’intelligence straniera? Negli Usa il Congresso si divide

Nuovi limiti giuridici all’intelligence straniera? Negli Usa il Congresso si divide

Si dibatte su come prorogare la Sezione 702 del FISA, la norma che permette all’intelligence Usa di operare oltre i limiti sistema giudiziario.

Limitare o non limitare l’intelligence straniera, prorogando la Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act del 1978 (FISA), al Congresso Usa il confronto è aperto. Si tratta della normativa che autorizza agenzie come l’NSA, la CIA e l’FBI a intercettare comunicazioni estere che transitano per gli Usa, senza la necessità di mandati individuali di un giudice.

Una corte ad hoc (Fisa Court, istituita dal Congresso) esamina le richieste del Governo, garantendo che l’NSA rispetti la legge e la Costituzione. In particolare, il Quarto Emendamento, che tutela “i cittadini da perquisizioni e sequestri irragionevoli“.

Da tempo un gruppo bipartisan di parlamentari sta spingendo per una revisione significativa della legge, definendo le modifiche “essenziali” per garantire i diritti alla privacy.

Il confronto parlamentare

Venerdì scorso, riporta la BBC, sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato hanno votato a favore di una proroga della legge di 10 giorni. Non erano tuttavia riusciti a ottenere l’autorizzazione a lungo termine – o “proroga pura” – richiesta dal Presidente Donald Trump.

L’Amministrazione attualmente in carica è favorevole a una semplice proroga di tutto l’impianto normativo, senza cambiamenti. Dall’altro lato, però, gli interrogativi si moltiplicano. E lo fanno nel momento in cui il tema della sorveglianza, dell’uso degli spyware, delle pratiche dell’ICE sono ormai i fulcri della riflessione politica di tutti i giorni.

In effetti, nel monitorare comunicazioni provenienti da tutto il mondo, le agenzie finiscono inevitabilmente per raccogliere anche grandi quantità di dati relativi a cittadini americani. “Soprattutto quando questi comunicano con persone all’estero sotto sorveglianza“. Alcuni legislatori ne richiedono perciò delle profonde modifiche. Altri, stanno usando il voto sulla legge come leva politica.

Per altro, sottolinea TechCrunch, questo tema rappresenta anche un punto critico nelle trattative tra il Governo statunitense e le aziende di AI come Anthropic e OpenAI. Soprattutto, per l’uso senza restrizioni dei loro strumenti.

Le principali proposte di modifica

In marzo, i Senatori Ron Wyden e Mike Lee, insieme ad altri colleghi, hanno presentato una proposta di riforma, chiamata Government Surveillance Reform Act. Tra i punti principali:

  • limitare l’uso delle cosiddette “backdoor search”, che permettono alle agenzie di accedere alle comunicazioni degli americani senza mandato.
  • Vietare alle agenzie federali di acquistare dati personali da intermediari privati, come informazioni sulla posizione degli utenti.

Sia Democratici che Repubblicani sembrerebbero favorevoli ad operare su questa “falla normativa“, che consente anche l’uso di modelli di AI per analizzare miliardi di punti di dati.

Un futuro incerto ma la sorveglianza continua

Il futuro della riforma non è chiaro. Tuttavia, molti parlamentari sottolineano che aggiornare le leggi è ormai indispensabile, visti rapidi progressi tecnologici che rendono la sorveglianza sempre più facile.

Comunque, anche in caso di mancato rinnovo entro il 30 aprile, la sorveglianza non si interromperebbe immediatamente. Un meccanismo legale consente infatti alle attività di proseguire fino a marzo 2027, a meno di un intervento esplicito del Congresso. La Corte FISA autorizza infatti annualmente le pratiche del Governo, permettendo la raccolta di dati per periodi di 12 mesi.

Infine, il Governo statunitense dispone anche di altri poteri di sorveglianza, come l’Executive Order 12333, una direttiva presidenziale segreta che regola gran parte delle attività di intelligence estere. Quest’ultima, però, può lo stesso coinvolgere le comunicazioni di cittadini americani.

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